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Milito premia l'Inter; scintille Mou-Balotelli

Nell'andata della semifinale di coppa Italia i nerazzurri superano la Fiorentina con un gol del Principe al 34' del primo tempo. Pasqual salva sulla linea un colpo di testa di Balotelli. Nella ripresa l'attaccante risponde male al tecnico, viene sostituito ed esce furibondoRitorno il 14 aprile.

L’Inter vince, Milito decide, Balotelli alterna giocate a bizze e litiga con Mourinho. Riassunto: niente di nuovo sul fronte italiano. Si allunga il filotto casalingo della squadra di Mourinho, ma la qualificazione resta in bilico: l’1-0 non dà sicurezze per il ritorno, anche se la difesa dell’Inter si conferma impenetrabile per la Fiorentina. Per i viola partita ordinata a centrocampo, qualche errore in difesa (il primo spiana la strada al gol nerazzurro), poca cosa in attacco. Fra due mesi servirà qualcosa in più al Franchi, Gilardino dovrà essere messo in condizione di giocare un pallone fronte alla porta.
Per mezz’ora la gara è piuttosto bloccata, l’Inter cerca lanci lunghi per Milito, la Fiorentina non si sbilancia. Sneijder prova ad accendere un luce intermittente, ma serve uno svarione di Natali per smuovere il tabellino. Palla di Santon per Balotelli, il difensore viola è in vantaggio, ma buca: Mario se ne va in area, e trova in area piccola Milito per l’1-0. Un altro balbettio di Natali costa quasi il 2-0: Milito gli ruba palla, la chiusura alla disperata di Pasqual costringe Frey al paratone. Il secondo gol arriva al 12’ s.t. ma quando Sneijder devia il tiro di Milito (dopo altra parata di Frey) è in fuorigioco: annullato. E nel recupero arriva il debutto di Mariga.
Prima il rombo, poi il ritorno del 4-2-3-1: stavolta la scelta offensiva non è forzata dalla assenze, né da necessità di rimonte, ma forse dal tentativo di Mourinho di chiudere qui a Milano il discorso qualificazione. Nel primo tempo, con l’assetto classico, a lungo l’Inter non trova spazi ne giocate. Finché Balotelli resta in campo, nella ripresa quei quattro (si aggiunge Pandev) dimostrano di poter fare paura agli avversari. Poi Mourinho infuriato toglie Supermario dopo un’azione in cui la punta non ritorna, fermandosi in attacco dopo un presunto scontro con Natali (fallo dell’interista). Sostituzione e scambi poco cordiali fra tecnico e giocatore. Polemiche a parte, la forza dell’Inter attuale è anche quella di saper bloccare sul nascere le iniziative avversarie. Dalle parti di Toldo arrivano pochissimi palloni: merito di un attento Santon e soprattutto di un Materazzi in forma "mondiale".
Prandelli sceglie di proteggersi a sinistra, con un triplo esterno: davanti a Pasqual c’è Gobbi, davanti a Gobbi, Vargas. Il modulo è un 4-3-2-1, l’intento è di provare a bloccare l’arma tattica Maicon. La mossa riuscirà solo in parte, perché quando il brasiliano parte da velocista non si ferma, e quando ha l’appoggio di Balotelli diventa anche pericoloso (piattone parato al 27’). Davanti, Gilardino (scarso feeling con San Siro) deve fare la sponda: ci riesce un paio di volte, liberando al tiro Vargas (fuori di poco al 36’). In difesa si balla causa Natali (non benissimo nemmeno Pasqual), in mezzo il fulcro è Bolatti, buona personalità, non troppa velocità, discrete idee. L’ingresso di Jovetic aumenta il tasso di pericolosità (colpo di testa parato al 18’): non abbastanza però per fare un gol all’Inter. La Fiorentina non ci riesce da tre anni.

Stefano De Pastena

 
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